Omegna,i rifugiati salvano il progetto ” Pedibus”, visto la scarsa adesione dei nonni!

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Omegna, in Piemonte, un cittadina sul Lago d’Orta da qualche anno aveva ideato questo progetto chiamato “Pedibus”, cioè volontari che accompagnano i bambini a scuola e a piedi per evitare traffico e inquinamento ma anche far apprendere ai più piccoli buone abitudini, regole della strada e un po’ di autonomia.Fino all’anno scorso le adesioni erano superiori alle offerte, ma questo anno sorpresa, i nonni sono diventati pigri  (come dicono in città), solo uno di loro ha dato disponibilità.
Per fortuna, ci sono state le adesioni numerose di  un gruppo di richiedenti asilo africani, ospiti dell’ex albergo Vittoria gestito dalla cooperativa Azzurra.
La cittadina vincendo contro la paura e il pregiudizio  (visto le notizie di cronaca) ha accettato la mano tesa di questi profughi. Francesco Qualtieri  alias “nonno pedibus” (come lo chiamano i bambini) fa caposquadra ai rifugiati e ogni mattina indossano le pettorine per accompagnare una ventina di bambini delle elementari a scuola con la scorta di un vigile urbano. La carovana della solidarietà ogni mattina attraversa il piccolo paesino, bambini in fila indiana, aggrappati ad una fune per arrivare fino all’istituto comprensivo Beltrami.
La presidentessa dall’associazione che ha lanciato questo progetto 2 anni fa,Alessandra Cuoretti sperando in una adesione più ampia da parte degli abitanti per poter ampliare questa rete in altre scuole, non può fare che apprezzare e ringraziare i rifugiati per la loro disponibilità e la loro generosità!
Complimenti per questa bella iniziativa, le paure e i pregiudizi si combattono aprendosi verso l’altro, parlando e ascoltando l’altro .
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