Video reportage:Barikama la cooperativa sociale autogestita da immigrati alle porte di Roma!

Spesso i sogni e i progetti prima della partenza verso l’Europa si frantumano durante il viaggio, chi perde la vita nel deserto, chi in Libia, chi nel Mediterraneo, quelli che hanno la fortuna di arrivare si ritrovano di fronte ad una realtà lontana dalle loro aspettative. Quel posto tanto sognato per ripartire, per realizzare sogni, per creare un futuro migliore per se e per la propria famiglia diventa per tanti un incubo. Sfruttamento nei campi in Sud Italia, prostituzione per le ragazze, condizioni disumani nei centri di accoglienza, senza parlare dei vari episodi di razzismo;non c’è pace per tanti di loro. I protagonisti di questo reportage interessantissimo non sono venuti via mare,no, sono arrivati uno in Italia, l’altro in Spagna con regolari visti .Cheikh Diop è partito dal Senegal sognando di diventare finire gli studi e diventare un calciatore arrivato in Spagna i teste non sono andati come sperava . Sono diventato clandestino,ho cercato di cocontinuare a studiare e a giocare a calcio ma niente, alla fine mi hanno detto che al Sud Italia anche senza documenti potevo lavorare nei campi e così che sono arrivato in Calabria

Ismael Mewada Ahonoukoun invece viene dal Benino, dopo 2 anni di università trova un lavoro come capo cantiere ma lascia il lavoro dopo un po’ per intraprendere il viaggio verso l’Europa. Precisa però: se ci fosse rimasto solo il Mediterraneo per arrivare in Europa,non sarei qui oggi.Avevo sempre giurato che mai avrei preso una barca per arrivare in Europa, infatti sono arrivato con un regolare visto per lavoro. Anche se vengono da due paese lontani uno l’altro,il destino ha fatto sì che si incontrassero in Calabria. Dopo i sogni frantumati, non gli restava che andare a raccogliere i pomodori a Rosarno, 12 ore di lavoro ,25 euro la giornata. Tra mille difficoltà, condizioni di lavoro e di igiene al limite hanno resistito fino alla grande rivolta del 2010 a Rosarno.Si ricordiamo che questa rivolta era nata dopo l’aggressione e il ferimento di 2 immigrati a colpi di pistola ad aria compressa da parte di 2 balordi della zona non identificati. Temendo per la loro vita i due scappano insieme ad altri ragazzi verso la capitale. Martignano ,30 chilometri da Roma, da qui decidono di ripartire. Mettono in piedi la cooperativa Barikama nome che viene dalla lingua bambara che significa “resistenza “.Come spiega Ismael :”resistenza perché siamo africani, da quando siamo nati che lottiamo e resistiamo,resistenza per ricordare tutte le difficoltà incontrate in Europa, resistenza soprattutto allo sfruttamento “.Come ogni debuto, hanno incontrato tantissime difficoltà legate soprattutto ai pregiudizi.

La gente non si fidava di comprare i nostri prodotti, neri che producono yoghurt bio, per alcuni italiani non potevano essere che prodotti scadenti, senza rispetto delle norme.Per loro nero vuol dire sporco ,mosche ecc.

Grazie all’aiuto di italiani per bene ,di alcuni istituzioni, grazie soprattutto alla fiducia hanno avuto finanziamenti per realizzare il loro progetto. Cominciano con 10 litri di latte a settimana,con le difficoltà e i pregiudizi citati prima non poteva essere altrimenti. Ma i ragazzi non demordono, riescono ad avere la fiducia di tante persone;risultato: sono passati dai 10 litri settimanali a 200 litri a settimana. Segnale evidente che gli affari stavano andando nel verso giusto. Oltre allo yogurt bio, la cooperativa sociale Barikama crea una rete di consegna di prodotti freschi a domicilio ecosostenibile:Biciclette . Oggi hanno lanciato anche un orto biologico su una superficie di circa due ettari,i soci sono passati da due a sette persone e riescono pure a dare del lavoro stagionali ad alcuni immigrati. Se chiediamo cosa pensano dell’immigrazione soprattutto clandestina,ismael ha le idee chiare:” se devo essere sincero, vivo una grande delusione, può sembrare strano ma è cosi. Non consiglieri a nessun giovane di rischiare la vita nel Mediterraneo.Il mio sogno non era questo, ho lasciato un lavoro nel mio paese sperando in un futuro migliore ma anche se oggi le cose vanno meglio, il mio sogno era diverso “. Ismael ha un’altro sogno nel cassetto,tornare giù portando l’esperienza Barikama con se ma non si illude tanto.

“Per un progetto come questo occorrono un po’ di soldi che purtroppo in africa è quasi impossibile avere. Li le banche per concederti un finanziamento di cinque nulla euro, ti chiedo garanzie che nemmeno puoi sognare di avere , figuriamoci se ti danno i circa 75mila euro di finanziamenti che abbiamo ricevuto dal 2011 ad oggi.”

Per finire lancia un appello ai governi africani:

Vorrei tornare giù è creare posti di lavoro per i giovani ma i governi ci devono aiutare rendendo i finanziamenti più accessibili ai giovani,in modo tale che non dovranno più rischiare la vita tentando di attraversare il deserto e il Mediterraneo.

Ora mi chiedo,come mai queste belle storie, queste belle esperienze non vengono mostrate nei vari talk show,perché si deve parlare solo di delinquenza degli immigrati ? Perché l’immigrato deve sempre essere visto come un problema, come una parassita che campa sulle spalle degli italiani?Milioni e milioni di ragazzi come questi si alzano la mattina presto per andare a guadagnarsi la pagnotta,non hanno mai violato la legge , pagano le tasse e rispettano leggi e regole del paese. Perché non dare visibilità a questi ragazzi che sono la grande maggioranza?In un mondo normale,l’eccezione dovrebbe confermare la regola e non il contrario. In bocca al lupo ragazzi,che possano avverarsi tutti sogni che avete e mi raccomando,diamo una mano a questo ragazzi comprando i loro prodotti ( se possibile ovviamente).Nei link seguenti troverete tutte le informazioni su come e dove acquistare i prodotti Barikama.

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